Filippo La Bruna Counselor

Filippo La Bruna

BIO

Sono un counselor professionista della relazione di aiuto con una passione radicata per l’esplorazione della creatività, della crescita personale e della ricerca interiore.

Dopo gli studi artistici e l’Accademia di Brera, il mio percorso professionale ha avuto inizio nel mondo dell’editoria di moda maschile, dove ho cominciato la mia carriera giornalistica come redattore per arrivare nel tempo ad assumere la direzione creativa, dall’immagine ai servizi fotografici. Ovvero tradurre idee, concetti e narrazioni attraverso le diverse espressioni della fotografia.

Durante questi anni, ho avuto la grande opportunità di incontrare e collaborare con una varietà di talenti creativi − da fotografi a designer, giornalisti e scrittori, filosofi ed artisti, musicisti, registi e attori. Questa esperienza non solo mi ha arricchito enormemente come individuo, ma mi ha insegnato l’importanza della collaborazione e del lavoro di squadra per dare vita a visioni e progetti distintivi.

Tuttavia, il mio percorso professionale è stato accompagnato, sin dall’inizio quasi in modo parallelo, da un costante desiderio di esplorare la dimensione interiore: una ricerca che mi ha portato a intraprendere un cammino di crescita personale e spirituale in senso laico, con studi approfonditi in diversi campi legati alla conoscenza della psiche e della coscienza umana.

È stato ed è un cammino ricco di esperienze significative e incontri trasformativi.

Nel 1987, da giovane adulto appena ventenne, uno dei miei primi passi è stato l’incontro con la meditazione. Questa pratica, attraverso diverse tecniche, mi ha permesso di esplorare gli intricati aspetti della mia mente e di scoprire nuove dimensioni di consapevolezza. Grazie alla meditazione, mi sono immerso nelle filosofie orientali e nel misticismo dei maestri indiani: questo interesse mi ha permesso di approfondire i loro insegnamenti e di incontrarli di persona condividendo con persone provenienti da tutto il mondo l’esperienza immersiva dei ritiri negli ashram.

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Sono stati anni e momenti preziosi di apprendimento e crescita spirituale, ma anche esperienze sfidanti in cui ho avuto modo di superare diverse prove con me stesso: non solo il contatto con le mie fragilità e le mie illusioni, ma anche la relazione nel tempo interiorizzata, con la figura del maestro, lo specchio di tutto ciò che il discepolo è capace di assorbire e risvegliare in sé. Con gratitudine nel cuore, porto con me quei momenti di profonda comunione con l’aspetto divino che abita in ogni essere umano.

Il misticismo e le millenarie filosofie orientali mi hanno introdotto al contatto con i mondi non visibili, che oggi riflettono i principi della fisica quantistica: una ricerca che mi ha portato a esplorare dimensioni al di là della percezione sensoriale, dove la realtà si manifesta in forme sottili e dinamiche energetiche. Approfondire la conoscenza dei mondi invisibili − che inquadrano l’essere umano sotto forma di corpi sottili e centri energetici − mi ha condotto alla scoperta dell’esoterismo, della medianità e dello sciamanesimo, mentre grazie a tecniche come la radioestesia e la radionica, ho imparato a percepire le energie sottili che permeano l’universo e influenzano noi e il nostro ambiente. Nel corso degli anni, ho approfondito tematiche affini, come la terapia del suono e le biorisonanze, aprendomi a una nuova comprensione della realtà vibrazionale, delle frequenze e della connessione esistente tra tutti gli esseri e tutte le cose.

Un altro grande compagno di viaggio in questi quasi quattro decenni è stata la respirazione. La meditazione mi aveva già introdotto ad alcune tecniche come il pranayama, ma la pratica della respirazione consapevole e circolare − che può essere praticata anche in acqua o in camera di galleggiamento − è stata un altro punto di svolta. Negli anni ’80, questa pratica era conosciuta come rebirthing, oggi è più correttamente definita come breathwork.

Nei primi anni del 2000, è avvenuto il mio incontro con l’Advaita Vedanta, la scuola filosofica della tradizione vedica indiana, nota anche come disciplina della non dualità, il cui principio fondante è che non esiste alcuna separazione tra il sé individuale e l’assoluto universale. Una struttura alla quale siamo sempre connessi come ad un unico sé, un substrato costante e permanente che sottende la nostra esistenza. Un punto di vista che oggi risuona nelle scoperte della fisica del ventesimo secolo, che inquadrano l’intera struttura dell’Universo come un’unità che si manifesta in una molteplicità di forme, tra cui energia, massa, onde e altro ancora.

L’incontro con l’Advaita Vedanta ha rappresentato per me non solo una svolta filosofica, ma ha anche innescato un cambiamento di paradigma interiore e personale, che mi ha spinto ad approfondire le mie conoscenze attraverso gli studi scientifici. Ho così conseguito la laurea in psicologia, dedicandomi con passione alle neuroscienze: nel tempo ho approfondito gli studi sulle relazioni psicobiologiche dei meccanismi di interazione e guarigione mente-corpo, la neuroplasticità, l’epigenetica e il loro legame con la fisica quantistica.

Dal punto di vista psicologico, mi sono specializzato come counselor abbracciando l’orientamento sistemico-relazionale, che è in armonia con la mia visione; parallelamente ho studiato la pratica delle costellazioni familiari e le teorie del campo quantico e morfogenetico. Sono ulteriori tappe del mio percorso che integrano e uniscono, da una diversa prospettiva, la psiche, le scienze e la spiritualità, offrendomi una visione più completa e inclusiva del mondo e di me stesso.

Dal 2014 mi dedico a tempo pieno alla professione di counselor. Una dimensione di vita scelta consapevolmente in primo luogo per me stesso e con l’intenzione di far confluire le diverse conoscenze e competenze acquisite nel mio percorso mettendole a servizio degli altri.

Sono felice di condividere il mio cammino con chi mi legge, e offrire il mio sostegno nella misura in cui riteniate possa esservi di aiuto.

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